Folla record a Pecorara per la 34ª Rassegna provinciale del Tartufo e dei Prodotti del Sottobosco. Migliaia di visitatori hanno affollato il borgo dell’Alta Val Tidone per celebrare il tartufo nero, l’“oro” locale, tra degustazioni, premi e antiche tradizioni.
Il sindaco Franco Albertini ha parlato di «un’edizione da record che conferma l’importanza del Nero di Pecorara come simbolo del territorio». Presenti i commissari dell’Unpli regionale per verificare il valore della manifestazione in vista della certificazione di Sagra di Qualità.


Premiati i migliori prodotti: un tartufo nero da 272 grammi dell’Associazione Tartufai Italiani, un tartufo bianco da 100 grammi di Franco Novara e un fungo da 584 grammi di Giovanni Castelli. Lo stand più bello è risultato quello dell’Azienda Agricola Canova.

Il ministro Tommaso Foti, ospite d’onore, ha ribadito «la qualità e l’autenticità di una sagra che è da sempre un punto di riferimento per l’intera provincia». La giornata si è conclusa con la tradizionale polentata e i ringraziamenti del sindaco ai volontari e alla comunità locale.

Prima giornata di cerca al tartufo nei boschi di Pecorara
Durante la rassegna, una splendida giornata all’insegna della natura, della tradizione e della convivialità si è svolta a Pecorara con il primo evento dedicato alla cerca del tartufo. Numerosi partecipanti – uomini, donne e bambini – hanno preso parte con entusiasmo a questa esperienza unica, che ha permesso a tutti di scoprire da vicino i segreti di un’attività antica e affascinante.
Il gruppo è stato guidato dal tartufaio più anziano, Learco Festini, vero custode di una lunga esperienza nel mondo del tartufo. Al suo fianco, la fedele e bravissima cagnolina Birra, protagonista indiscussa della giornata: con il suo fiuto infallibile ha trovato diversi esemplari di tartufo nascosti nel sottobosco.

L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni: tra risate, curiosità e racconti di tradizione, i partecipanti hanno potuto osservare da vicino come avviene la ricerca, imparando a riconoscere gli alberi e i terreni più favorevoli. L’evento si è concluso con un gesto di grande generosità: Learco ha deciso di donare tutto il tartufo trovato, in segno di accoglienza e condivisione.
Un’iniziativa semplice ma ricca di valore, che ha messo in luce la bellezza dei boschi di Pecorara e la passione di chi, come Learco e Birra, continua a mantenere viva una tradizione che unisce l’uomo, la natura e la cultura del territorio.
Di seguito il link dell’articolo de “Il Piacenza”
https://www.ilpiacenza.it/attualita/il-nero-di-pecorara-e-l-oro-dell-alta-val-tidone.html
